L’avvocato e i provvedimenti indifferibili nella causa di diritto di famiglia

L’art. 473-bis. 15 c.p.c. regola l’ipotesi in cui sia richiesta l’adozione di provvedimenti indifferibili. I provvedimenti indifferibili sono provvedimenti che vengono adottati inaudita altera parte, ovvero senza la previa instaurazione del contraddittorio tra le parti.
Il giudice può emanare questi provvedimenti indifferibili in presenza di due presupposti alternativi. Il primo è l’esistenza di un pregiudizio imminente e irreparabile, ovvero quando si ritiene che l’attesa della pronuncia dei provvedimenti provvisori all’esito della prima udienza possa pregiudicare i diritti delle parti coinvolte. Il secondo presupposto si configura quando vi è il rischio che la convocazione tra le parti possa compromettere l’attuazione del provvedimento, in quanto la conoscenza anticipata della misura potrebbe indurre la controparte a modificare lo stato di fatto, rendendo inefficace l’intervento del giudice.
L’onere di provare l’esistenza del presupposto spetta al ricorrente, che deve esporre e documentare gli elementi idonei a dimostrare la fondatezza della domanda (I provvedimenti per i figli del Giudice contro i genitori inadempienti.)
Per quanto riguarda il contenuto dei provvedimenti indifferibili del giudice, vi è un’importante distinzione tra le domande volte alla tutela delle parti e quelle volte alla tutela dei figli minori. Per le parti vale il principio della domanda, secondo il quale il giudice può decidere solo sulla base delle richieste formulate, mentre per i figli il giudice dispone di ampi poteri ufficiosi.
Entro i successivi 15 giorni dall’emanazione del provvedimento deve tenersi un’udienza dedicata alla conferma modifica o revoca delle misure (Il curatore speciale del minore nei procedimenti di separazione e divorzio)

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