Il diritto dei figli delle coppie omosessuali: i recenti interventi.

Si analizza in questa sede quanto recentemente accaduto in Italia in merito allo status delle famiglie composte da genitori dello stesso sesso, ed in particolare, delle disomogeneità creatasi tra i figli nati da coppie eterosessualiod omosessuali.
In primo luogo, in data 13 marzo 2023, tramite circolare emessa dalla Prefettura di Milano, su richiesta del Ministro dell’Interno, è stata disposta l’interruzione delle registrazioni all’anagrafe italiana di tutti i figli delle coppie omosessuali.
La Prefettura, ai fini di richiedere tale interruzione delle trascrizioni, ha fatto esplicito riferimento alla legge n. 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita, la quale prevede che tale istituto si possa applicare solamente alle coppie eterosessuali e vieta la maternità surrogata.
Nel caso di specie, la Prefettura di Milano, vietava al sindaco di Milano di continuare a permettere ai genitori omosessuali la registrazione anagrafica dei propri figli, interrompendo una pratica ormai consolidatasi dal luglio 2022.
Contestualmente a quanto accaduto, il Senato ha rigettato la proposta, avanzata dal Parlamento Europeo, che mirava ad estendere lo status di genitore/figlio, acquisito in uno degli stati membri, a tutti gli altri paesi dell’Unione Europea: per garantire il riconoscimento di status genitoriale con medesimo valore in tutti gli stati della comunità europea.
Tale mancata approvazione è naturalmente giustificata dalla volontà di distinguere i vari nuclei familiari ed i diversi rapporti di filiazione.
E’ chiaro che il denominatore comune di queste due circostanze sia, purtroppo, la nascita di un’enorme diversità tra i figli, i quali, in base alla composizione della coppia genitoriale si trovano inevitabilmente a vivere una fonte di pregiudizio nonché discriminazione.
Le recenti decisioni infatti, negando il diritto dei figli di venire riconosciuti dai propri genitori, creano una discriminazione tra lo stato di figli nati all’interno di coppie eterosessuali o omosessuali generando pregiudizi sia a livello morale che materiale.
Difatti, preso atto dell’impossibilità di riconoscere entrambi i genitori del figlio, il genitore non riconosciuto si troverà impossibilitato nell’esercitare la propria responsabilità genitoriale mentre l’altro sarà costretto a dover prestare il proprio consenso, sempre, affinché il genitore non riconosciuto possa partecipare a qualsiasi attività riguardante il figlio (andare a prenderlo a scuola, accompagnarlo alle visite mediche etc.)

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