Homeschooling: i genitori e l’istruzione fai-da-te dei figli

Per homeschooling, o istruzione parentale, si intende una modalità educativa in cui i genitori del minore si assumono direttamente la responsabilità di istruire i propri figli, senza che frequentino una scuola tradizionale.
Così, i bambini ricevono l’educazione a casa o in contesti alternativi, seguendo programmi di studio personalizzati.
L’homeschooling permette di adattare il percorso educativo ai ritmi e alle esigenze specifiche del bambino, favorendo un apprendimento più flessibile e individualizzato. I genitori possono scegliere di utilizzare libri di testo, materiali digitali, corsi online o esperienze pratiche, spesso integrando attività extracurricolari.
In Italia, come in tanti altri paesi, l‘educazione parentale è legale e disciplinata dall’art 34 della Costituzione Italiana e dall’ art. 111 del Decreto Legislativo 297/1994.
L’articolo 34 della Costituzione sancisce che “L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi” senza però specificare che debba avvenire esclusivamente all’interno di una scuola, nel senso tradizionalmente inteso.
Il Decreto Legislativo 297/1994, all’articolo 111, consente ai genitori di provvedere direttamente all’istruzione dei propri figli (I provvedimenti per i figli del Giudice contro i genitori inadempienti.), purché siano in possesso delle competenze e dei mezzi idonei.
In questo caso, i genitori del minore sono tenuti a presentare una dichiarazione annuale al dirigente scolastico della scuola pubblica di competenza territoriale, specificando la propria volontà di avvalersi dell’istruzione parentale.
Ancora, il minore dovrà sostenere un esame di idoneità annuale presso una scuola statale o paritaria, che verifica il raggiungimento degli obiettivi previsti dalle indicazioni e dai parametri di apprendimento nazionali. Il mancato superamento dell’esame o l’assenza della dichiarazione comporta il reintegro dell’alunno nel sistema scolastico tradizionale.
La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato il tema dell’homeschooling, con l’Ordinanza n. 23802 del 4 agosto 2023.
Nel caso di specie, i genitori di un minore avevano scelto di provvedere direttamente all’istruzione del proprio figlio.
Il Tribunale per i Minorenni di Bolzano aveva inizialmente imposto l’iscrizione scolastica obbligatoria del minore, oltre al monitoraggio da parte dei servizi sociali.
In appello, l’obbligo di iscrizione era stato revocato, ma era rimasta la supervisione dei servizi sociali.
I genitori hanno quindi presentato ricorso in Cassazione. La corte di cassazione ha accolto il ricorso, sottolineando che l’istruzione parentale è una scelta legittima e costituzionalmente garantita. Ha altresì affermato che misure limitative della responsabilità genitoriale, quali il monitoraggio dei servizi sociali, sono giustificate solo in presenza di un rischio concreto di pregiudizio per il minore e la semplice scelta dell’educazione parentale non costituisce un motivo valido per tali restrizioni.
Tale pronuncia della Suprema Corte rafforza così il diritto dei genitori (Convenzione dell’Aja: sottrazione internazionale minore da parte di un genitore) di scegliere l’istruzione parentale per i propri figli, evidenziando che le autorità possono intervenire solo in presenza di evidenti rischi per il benessere e l’educazione del minore.
Concludendo, per alcuni l’istruzione parentale è una scelta che può permettere una personalizzazione del percorso educativo, adattandolo ai bisogni del minore.
Tuttavia, è essenziale rispettare i requisiti giuridici e seguire i programmi ministeriali, così da comunque garantire correttamente il diritto costituzionale all’istruzione dei figli.

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