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Corte di Cassazione: una condotta di violenza è causa di addebito della separazione

19 gennaio 2026
Corte di Cassazione: una condotta di violenza è causa di addebito della separazione

Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione é intervenuta sul tema dell’addebito della separazione in presenza di condotte di violenza.

In particolare, la Cassazione ha censurato il provvedimento della Corte d’Appello, il quale aveva escluso l’addebito al marito per difetto del nesso causale tra l’episodio violento accertato e la crisi coniugale, la quale veniva ritenuta preesistente.

In particolare, la Suprema Corte di Cassazione nell’ordinanza de qua ha riaffermato un orientamento ormai consolidato: le violenze fisiche o morali di un coniuge nei confronti dell’altro e/o dei figli integrano violazioni di eccezionale gravità dei doveri matrimoniali, tali da fondare di per sé l’addebitabilità della separazione.

Il loro accertamento, infatti, esonera il giudice da qualsiasi comparazione con il comportamento del coniuge vittima. (La violenza di genere nella separazione e nel divorzio.)

Pertanto, secondo la Cassazione, non assume rilievo la posteriorità della condotta di violenza rispetto all’insorgenza della crisi coniugale.

In tale ordinanza, infine, veniva ribadito il principio secondo cui anche un singolo episodio di violenza è sufficiente a giustificare l’addebito della separazione.  Non è quindi necessario dimostrare la reiterazione della condotta, trattandosi di un comportamento che, per la sua intrinseca gravità, é idoneo di per sé a rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza e a determinare la responsabilità del coniuge autore della violenza. (La tutela contro la violenza domestica.)

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