Assegno di mantenimento al coniuge in caso di separazione
La Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 7123/2025, del 17 marzo 2025, ha chiarito ulteriormente i criteri che devono ispirare il giudice nella quantificazione dell’assegno di mantenimento in caso di separazione.
Il caso di specie, in tema di separazione dei coniugi, vede il ricorso in Cassazione proposto da parte del marito, avverso una decisione che aveva sancito a suo carico un assegno di mantenimento di 800 € per figlio, e di 500 € di mantenimento per la moglie, per un totale di 2100€ mensili.
Veniva lamentata la quantificazione del sopracitato mantenimento, che avrebbe tenuto conto anche di trasferimenti di patrimonio intrafamiliari, considerati erroneamente quali “reddito” del ricorrente.
La Corte, nella sua decisione, ha specificato come, nella quantificazione dell’assegno di mantenimento, si debbano tenere in considerazione tutti gli elementi di ordine economico, anche diversi dal reddito e considerare anche la eventuale conduzione di una vita particolarmente agiata e lussuosa dei coniugi (Assegno di mantenimento del coniuge: durata del matrimonio). Nel caso di specie, bisognava inoltre tenere in considerazione che la moglie non aveva mai lavorato in costanza di matrimonio, per scelte intrafamiliari e aveva un’età che le consentiva difficilmente di inserirsi nel mondo del lavoro.
Questa pronuncia in tema di separazione (La discrezionalità del giudice della separazione: assegno di mantenimento per il coniuge) rappresenta una ulteriore specificazione di quelli che sono i criteri cui il giudice deve ispirarsi nella quantificazione dell’assegno, evidenziando l’importanza del tenore di vita familiare in cui i coniugi hanno vissuto in costanza di matrimonio.

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