Maternità Surrogata: reato universale

La maternità surrogata, o “gestazione per altri”, è una pratica che prevede che una donna porti a termine una gravidanza per conto di terzi, su commissione. Sebbene legale in alcuni Paesi del mondo, questa pratica è da sempre vietata in Italia. La legge italiana 40/2004 regola rigidamente la procreazione medicalmente assistita, prevedendo pene severe per chi aggira tali restrizioni. L’articolo 12 della legge 40/2004, ad esempio, stabilisce la reclusione da tre mesi a due anni e multe che vanno da 600.000 a un milione di euro per “chiunque utilizza gameti estranei alla coppia richiedente o ricorre a tecniche non consentite…”.
Con la legge 169 del 4 novembre 2024, entrata in vigore il 3 dicembre 2024, l’Italia ha ulteriormente inasprito la normativa sulla maternità surrogata, estendendo il divieto anche oltre i confini nazionali. Secondo questa nuova disposizione, qualunque cittadino italiano che faccia ricorso alla maternità surrogata all’estero, in Paesi dove tale pratica è legale, sarà perseguibile penalmente una volta rientrato in Italia.
La legge 169/2024 segna quindi una svolta significativa, introducendo il concetto di “reato universale” per la maternità surrogata. Non importa se la pratica sia legale nel Paese dove è stata effettuata: per il diritto italiano, il cittadino che vi ricorre sarà soggetto alle stesse sanzioni previste dalla legge 40/2004.
Tuttavia, è importante sottolineare che la legge non ha portata retroattiva. Ciò significa che non potranno essere perseguiti coloro che, prima del 3 dicembre 2024, abbiano fatto ricorso alla surrogazione di maternità in Paesi esteri dove questa era consentita.
La decisione di rendere penalmente rilevante anche il ricorso alla maternità surrogata all’estero é specchio di atteggiamento molto rigido del legislatore italiano nei confronti di questa pratica. Da una parte, i sostenitori della legge affermano che essa tutela i diritti delle donne e dei bambini, contrastando il rischio di sfruttamento. Dall’altra, taluni denunciano la violazione delle libertà individuali.
In conclusione, l’estensione del divieto di maternità surrogata anche fuori dai confini italiani rappresenta un passo importante per il legislatore, che intende rafforzare i principi già sanciti dalla legge 40/2004. Resta però aperto il dibattito etico, oltre che giuridico su quanto sia giusto imporre norme così restrittive in un mondo che vuole essere sempre più libero e dove i diritti e le possibilità variano enormemente da Paese a Paese.

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