La Violenza Assistita sui minori

La violenza assistita sui minori è una forma di violenza che si realizza quando un minore è obbligato ad assistere a scene di violenza – sia fisica che verbale – tra genitori o tra soggetti a lui comunque affettivamente legati.
E’ quindi una vera e propria forma di maltrattamento psicologico: provoca infatti sul minore diversi e traumatici effetti, sia a livello emotivo, che cognitivo e relazionale. La violenza assistita può causare diverse manifestazioni di disagio sul minore come, depressione, difficoltà scolastiche, svalutazione di sé.
Non solo: aumenta il rischio che il minore possa sviluppare comportamenti violenti in età adulta, assumendo la violenza quale modello relazionale.
Ma quali sono le conseguenze da un punto di vista legale?
Innanzitutto, la condotta illecita può essere ricompressa nel reato di maltrattamenti in famiglia ex art. 572 c.p.: integrano infatti tale delitto anche le condotte omissive caratterizzate da indifferenza e trascuratezza verso i bisogni affettivi ed esistenziali della “persona debole” da tutelare, ovvero il minore. Il giudice potrebbe quindi sanzionare ex art. 282 bis c.p.p. il responsabile di tale comportamenti prescrivendone l’immediato abbandono dalla casa famigliare, oppure di non farvi rientro senza previa autorizzazione.
Inoltre, il giudice potrebbe anche disporre l’intervento dei servizi sociali territorialmente competenti, così come l’intervento delle associazioni che sostengono e accolgono donne e minori o altri soggetti vittime di abusi e maltrattamenti.
La violenza assistita patita dai minori, costituisce poi elemento idoneo per l’affido esclusivo di questi al genitore non maltrattante.
Inoltre, secondo gli artt. 330 e 333 c.c., se la condotta di uno o entrambi i genitori è pregiudizievole per la crescita serena del minore, il giudice ha il potere di dichiarare la decadenza dalla responsabilità genitoriale.
In sintesi, tali forme di violenza assumono rilevanza pregnante e vengono trattate al pari di veri e propri abusi sui minori.

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