La Stepchild Adoption

La stepchild adoption, che in inglese significa letteralmente “l’adozione del figliastro”, è la possibilità che ha il genitore non biologico di adottare il figlio del partner.
La finalità principale della stepchild adoption è quella di generare un vero e proprio rapporto di filiazione, pari a quello genitoriale, tra un bambino ed il partner del proprio genitore, nonostante quest’ultimo non sia biologicamente legato al minore.
L’istituto giuridico della stepchild adoption è al centro di un intenso dibattito che divide l’opinione pubblica sin dal 2015, anno in cui è stata discussa per la prima volta al Senato la Legge sulle Unioni Civili, anche conosciuta come dll Cirinnà bis.
In Italia, tuttavia, la stepchild adoption non è una novità: con la legge 184/1983, infatti, era stata prevista all’art. 44 lett. b) la possibilità di adottare il figlio del coniuge, con il consenso di quest’ultimo, per tutelare l’interesse del bambino.
Fino al 2007 tale legge era applicabile solamente alle coppie sposate. Successivamente, il legislatore ha riconosciuto anche alle coppie eterosessuali non coniugate ma conviventi la facoltà, tramite l’istituto dell’adozione nei casi particolari, di adottare un minore.
Recentemente, in seguito al riconoscimento di nuovi diritti per gli omosessuali, il dibattito giuridico si è concentrato sulla possibilità di ammettere la stepchild adoption anche alle coppie omosessuali unite civilmente.
A dare inizio alla discussione sono state due sentenze del Tribunale di Roma che, nel 2014 e nel 2015, hanno sancito che l’orientamento sessuale di una persona intenzionata ad adottare un bambino non rappresenta un ostacolo all’adozione stessa.
Oggi, quindi, quando si parla di stepchild adoption si intende l’estensione del diritto di adottare un bambino, con tutti i diritti e i doveri che ne conseguono, da parte di un partner anche all’interno di una coppia omosessuale.
Attualmente, nel nostro ordinamento giuridico, non c’è alcuna legge che preveda la possibilità per una coppia omosessuale di adottare un minore, ma la giurisprudenza con numerose decisioni contrarie sta esortando il legislatore ad emanare una disciplina giuridica.

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