Studio Legale Bolzani Cerrato

Il nuovo assegno di divorzio

3 agosto 2018
Il nuovo assegno di divorzio

Con la recentissima sentenza n. 18287 dell’11 luglio scorso, le Sezioni Unite della Cassazione Civile hanno offerto una nuova lettura circa il diritto a ricevere l’assegno divorzile. 

I giudici della Suprema Corte, discostandosi dal radicato orientamento giurisprudenziale consolidatosi con la sentenza della Cassazione n. 11504 del maggio 2017, hanno definitivamente indicato quali sono i criteri che si dovranno applicare perché si possa prescrivere l’assegno divorzile a carico di una parte.

Il diritto di ricevere l’assegno divorzile non dipenderà più dalla mancanza di autosufficienza economica della parte debole, o dalla necessità di assicurare all’altro ex coniuge di mantenere il medesimo tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, come voleva precedente giurisprudenza. 

La sentenza n. 18287 delle S.U. stabilisce infatti che il diritto all’assegno divorzile dovrà essere attribuito “alla luce della valutazione comparativa delle condizioni economiche-patrimoniali delle parti, in considerazione del contributo fornito dal richiedente alla conduzione della vita familiare e alla formazione del patrimonio comune e personale di ciascuno degli ex coniugi, in relazione alla durata del matrimonio e all’età dell’avente diritto”. 

In altri termini, il diritto all’assegno divorzile diviene uno strumento volto a compensare lo squilibrio tra la situazione economico-patrimoniale che sussiste tra i coniugi per motivi riconducibili al vissuto coniugale. 

In tal modo, le Sezioni Unite hanno dato rilievo al ruolo che il coniuge ha assunto nell’arco della vita matrimoniale, individuando nell’assegno divorzile un rimedio per il coniuge più debole economicamente.

La ratio sottostante a tale fondamentale indirizzo giurisprudenziale è da riconoscersi nei principi costituzionali di pari dignità, di solidarietà e di uguaglianza tra i coniugi. 

 

 

 

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