Collocamento alternato: il minore resta in casa e i genitori si alternano.

Il Tribunale di Roma, recentemente, ha disposto in via provvisoria un regime di collocamento alternato in una situazione di forte conflittualità tra genitori.
Questo modello prevede che il figlio possa rimanere stabilmente nella casa familiare, mentre i genitori si alternano – solitamente con cadenza settimanale – entrando e uscendo dall’abitazione (Separazione e divorzio: collocamento del minore ed affidamento ad entrambi genitori)
La scelta di prevedere questo regime di collocamento e modalità di visita, nel caso specifico, è stata dettata dall’esigenza di tutelare l’interesse del minore, evitando una doppia frattura: quella affettiva e quella legata al cambiamento dell’ambiente di vita. In particolare, in attesa della CTU, il giudice ha ritenuto che mantenere il bambino nel suo habitat abituale, garantendo al contempo equidistanza e pari presenza dei genitori, possa prevenire ulteriori disagi per il minore.
Questo modello di turnazione con collocamento alternato, tuttavia, è sempre stato ampiamente criticato in quanto l’alternanza dei genitori nell’abitazione familiare presuppone un elevato grado di cooperazione, generalmente assente nei contesti segnati da forte conflittualità. La condivisione alternata degli spazi, infatti, può generare non poche tensioni e potrebbe risultare destabilizzante per un minore di tenera età. (Diritto di visita dei figli: genitore non collocatario)

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