Studio Legale Bolzani Cerrato

Separazione e divorzio. Figli: non pari tempo aritmetico con i genitori.

24 giugno 2021
Separazione e divorzio. Figli: non pari tempo aritmetico con i genitori.

Di regola, nei giudizi di separazione e/o divorzio, il Tribunale competente è chiamato a pronunciarsi sulla regolamentazione dell’affidamento e del collocamento dei figli minorenni (ove presenti).

Sul punto, uno dei quesiti più dibattuti è sicuramente il seguente: i genitori separati e/o divorziati hanno il diritto di passare lo stesso tempo con i figli? 

Si è pronunciata recentemente la Cassazione, la quale con ordinanza n. 17221/2021 ha ribadito come non sia possibile procedere ad una suddivisone paritetica del tempo che ciascun genitore trascorre con i propri figli. Per prima cosa , in sede di separazione o divorzio, è necessario tenere conto delle esigenze del minore e assicurargli una crescita serena ed armoniosa. Se trascorrere tempi paritetici con il papà e la mamma è per lui pregiudizievole, il giudice stabilirà tempi diversi.

Nel caso in questione, la Corte d’Appello confermava l’affidamento condiviso di due minori con collocamento presso la madre, ampliando i tempi di permanenza dei figli presso il padre durante le vacanze estive.

Tuttavia il ricorrente, ritenendo i tempi stabiliti nei precedenti gradi di giudizio troppo lunghi per la madre e troppo brevi per il padre, si rivolge alla Corte di Cassazione per chiedere una collocazione bipartita dei minori (a settimane alterne).

La Suprema Corte respinge il ricorso rammentando che il regime legale dell’affidamento condiviso deve tutelare l’interesse morale e materiale della prole.

I genitori, dunque, non hanno diritto a trascorrere con i figli tempi perfettamente identici sulla base di criteri simmetrico-matematici. Il giudice della separazione e del divorziodeve piuttosto tenere conto delle esigenze del bambino: è vero che deve garantire il suo diritto alla bigenitorialità e al mantenimento di un rapporto con entrambi i genitori (laddove non sia per lui dannoso), ma ciò non deve avvenire a discapito del diritto del figlio minore ad una crescita serena ed armoniosa. Se una permanenza paritetica presso entrambi i genitori è per lui pregiudizievole, non andranno stabiliti tempi identici per madre e padre.

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