L’ordine di protezione a tutela del coniuge e del convivente.

Talvolta, la condotta del coniuge o di un convivente è causa di grave pregiudizio all’integrità fisica e/o morale dell’altro coniuge, convivente o componente del nucleo familiare, il quale diviene vittima di abusi, soprusi, vessazioni e violenze psicologiche e/o fisiche.
Per porre fine a siffatte condotte, il legislatore ha previsto uno strumento giuridico rilevante quale l’ordine di protezione contro gli abusi familiari: trattasi di una misura specifica contro la violenza all’interno del nucleo familiare aventi il precipuo scopo di permettere alle vittime di abusi di chiedere al Tribunale competente che il coniuge o il conviventa venga immediatamente allontanato dalla casa familiare.
Gli abusi familiari si manifestano nell’assoggettamento del familiare debole attraverso strategie umilianti e dolorose, che comportano penose condizioni di vita, quali ad esempio: mancanza di prestazione dell’assistenza morale e materiale, violenza verbale, ricatto economico, pregiudizio all’integrità psichica, divieto di realizzare le proprie scelte individuali, lesioni alla persona, abusi.
Il bene giuridico protetto dal’ordine di protezione è costituito dalla serenità familiare e dal prevalere dell’interesse del singolo rispetto a quello dei membri della famiglia.
Una volta accolta l’istanza di parte dell’ordine di protezione, infatti, il giudice potrà ordinare al coniuge o al convinvente violento l’allontanamento coercitivo dalla casa familiare. Ove occorra, inoltre, l’autorità giudiziaria potrà ordinare di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dall’istante (quali ad esempio il luogo di lavoro o il domicilio della famiglia d’origi

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