L’assegno di divorzio ed il tenore di vita del matrimonio.

ll 5 maggio scorso la Corte di Cassazione si è pronunciata in ordine alla rilevanza del tenore di vita mantenuto dai coniugi nel corso del matrimonio, quale criterio da tenere in considerazione per la determinazione dell’assegno di divorzio.
In passato infatti i coniugi avevano diritto di tenere il medesimo tenore di vita che avevano durante il matrimonio.
La Cassazione, dal 2018 ad oggi, ha mutato orientamento, sostenendo che l’assegno di divorzio non sia finalizzato a ricostituire il tenore di vita coniugale, bensì a riconoscere il ruolo del contribuito fornito dall’ex-coniuge economicamente più debole alla formazione della famiglia.
Quindi, per determinare la misura dell’assegno divorzile si deve tenere conto delle risorse economiche di entrambe le parti, per assicurare alla parte più debole un’esistenza libera e dignitosa e un’autosufficienza economica. Si prendono in considerazione altresì il contributo fornito dai coniugi nella realizzazione della vita familiare, le aspettative professionali ed economiche che eventualmente una parte ha sacrificato, tenuto conto della durata del matrimonio e dell’età del coniuge che chiede l’assegno.
La Corte di Cassazione di recente (nella pronuncia n. 11798/21, depositata il 5 maggio) ha sancito l’abbandono del tenore di vita quale criterio di riconoscimento dell’assegno di divorzio, che ha quindi natura assistenziale e deriva dal principio di solidarietà post-coniugale.

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